Table Of ContentPresidente: On. Ombretta Colli
Assessore all’Ambiente: Luigi Cocchiaro
A cura della: Direzione centrale ambiente
Direttore Centrale: Vincenzo Imparato
Coordinamento: Luca Raffaelli
Supporto tecnico e redazionale: Fabrizio Strambi, Andrea Zelioli
Università degli Studi
di Milano
Dipartimento di
Scienze della Terra ‘A. Desio’ Giovanni Pietro Beretta, Roberta Pellegrini
Questa pubblicazione è frutto della convenzione in atto tra la
Provincia di Milano e l’Università degli Studi di Milano
© 2003 by Provincia di Milano
Linee guida per la selezione di elementi e composti da determinare analiticamente nella
caratterizzazione dei siti contaminati
LINEE GUIDA PER LA SELEZIONE DI ELEMENTI E COMPOSTI DA
DETERMINARE ANALITICAMENTE NELLA CARATTERIZZAZIONE
DEI SITI CONTAMINATI
INDICE
1. PREMESSA......................................................................................................... 2
2. LA RICOSTRUZIONE DELLE CARATTERISTICHE DI UN SITO NELLA
NORMATIVA NAZIONALE......................................................................................... 4
2.1 RACCOLTA E SISTEMATIZZAZIONE DEI DATI ESISTENTI.........................................................................4
2.2 CARATTERIZZAZIONE DEL SITO E FORMULAZIONE PRELIMINARE DEL MODELLO CONCETTUALE.............7
2.3 PIANO DI INVESTIGAZIONE INIZIALE...................................................................................................8
3. SCHEMI OPERATIVI PER LA SELEZIONE DEGLI ANALITI ........................... 12
BIBLIOGRAFIA......................................................................................................... 13
APPENDICE 1 – POTENZIALI COMPONENTI PERICOLOSI DI PRODOTTI
DOMESTICI
APPENDICE 2 – POTENZIALI SORGENTI DI CONTAMINAZIONE DELLE ACQUE
SOTTERRANEE
APPENDICE 3 – ESEMPIO DI ELENCO DI PARAMETRI DA ANALIZZARE IN
RELAZIONE ALLE ATTIVITA’
APPENDICE 4 – ESEMPIO DI LISTA STANDARDIZZATA DI RILEVAZIONI
APPENDICE 5 – ESEMPIO DI ANALITI DA RICERCARE NEL SUOLO E NEL
SOTTOSUOLO SULLA BASE DEL D.M. 471/99 E DELLA NORMATIVA IPPC
APPENDICE 6 – ESEMPIO DI ANALITI DA RICERCARE NELLE ACQUE
SOTTERRANEE SULLA BASE DEL D.M: 471/99 E DELLA NORMATIVA IPPC
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Linee guida per la selezione di elementi e composti da determinare analiticamente nella
caratterizzazione dei siti contaminati
1. PREMESSA
Nell’ambito della caratterizzazione dei siti contaminati, secondo quanto previsto
dal D.M. 471/99, si deve definire una lista degli analiti da determinare in laboratorio,
al fine di descrivere la qualità ambientale del sito ed eventualmente provvedere ad
interventi per ripristinarla laddove risulti compromessa.
Numerosi infatti sono gli elementi e i composti riscontrabili, tra i quali migliaia di
composti organici di sintesi.
Una dettagliata lista degli analiti da prendere in considerazione permette di
conoscere meglio i rischi ambientali e di progettare gli interventi di bonifica o di
bonifica con misure di sicurezza, infatti, una corretta definizione dei protocolli analitici
risulta la chiave di volta di ogni intervento di indagine e di successiva bonifica,
costituendo altresì un elemento fondamentale per considerare affidabile e
rappresentativa qualunque procedura di verifica effettuata con il metodo dell'analisi di
rischio.
D’altra parte la produzione dei dati sperimentali si rivela molto spesso onerosa e
peraltro da assoggettare a procedure di assicurazione e controllo di qualità, nonché a
validazione da parte degli enti di controllo.
L’obiettivo delle seguenti linee-guida è quindi quello di meglio orientare la selezione
degli elementi e composti da determinare, fornendo indicazioni di sintesi che
possono essere in primo approccio utilizzate dagli operatori.
A tale scopo la Provincia di Milano ha già da tempo progettato e reso disponibile on-
line sul sito www.provincia.milano.it/ambiente/bonifiche/victoria.html il software
VICTORIA realizzato mettendo a frutto le esperienze maturate in questi anni nel
campo delle indagini di caratterizzazione in siti industriali ed aree dismesse,
unitamente ad un dettagliato ed approfondito lavoro di sintesi dei dati e delle
informazioni reperite in bibliografia nazionale ed internazionale.
In accordo con le procedure di definizione del piano di caratterizzazione, indicate
nell'allegato 4 DM 471/99, VICTORIA è stato ideato al fine di costituire uno strumento
propedeutico alla definizione dell'elenco delle sostanze potenzialmente presenti in un
sito oggetto di indagine, in relazione alle attività produttive in atto o pregresse, o
viceversa, conoscendo le sostanze che causano problemi ambientali, permette di
risalire alle industrie che le utilizzano, sia come materia prima che prodotto
intermedio o finale.
Per ogni singola sostanza viene resa disponibile la scheda di sicurezza e di
etichettatura internazionale, nonchè, consultabile in formato HTML, la guida ai rischi
derivanti dall'uso. Viene inoltre fornito il codice identificativo internazionale (CAS
Number), utile al fine di effettuare ulteriori ricerche in banche dati internazionali, (vedi
Link), e le CMA riportate dalla normativa italiana (DM 471/99). Al fine di una migliore
previsione dei meccanismi di propagazione della contaminazione eventualmente in
atto e delle matrici ambientali più impattate, vengono anche fornite alcune indicazioni
relative alle caratteristiche chimico-fisiche dei composti considerati, quali il range di
solubilità, il peso specifico relativo e la classe di volatilità definita in base al punto di
ebollizione.
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Linee guida per la selezione di elementi e composti da determinare analiticamente nella
caratterizzazione dei siti contaminati
Una sezione specifica è dedicata all'industria petrolchimica. In tale sezione, partendo
dalle materie prime di base ed intermedie, è possibile definire le varie applicazioni
delle sostanze di derivazione petrolchimica, e viceversa.
Nella definizione di sostanze potenzialmente presenti in un sito sottoposto a
caratterizzazione, svolge un ruolo molto importante la ricostruzione delle sue
caratteristiche sulla base dei dati e della documentazione disponibile.
All’interno di un sito si potranno quindi trovare fonti di inquinamento attivo:
sorgenti primarie di contaminazione: sono costituite da strutture in grado di
-
produrre direttamente la contaminazione di matrici ambientali, quali serbatoi, linee
di trasferimento, stoccaggi di materie prime, fognature, scarichi, etc.;
sorgenti secondarie di contaminazione: sono costituite da accumuli di rifiuti,
-
sversamenti accidentali, etc, che si sono succedute nel tempo e di cui mancano
notizie storiche oppure si hanno solo dati approssimativi.
La ricostruzione storica degli impianti e degli eventi accaduti in insediamenti
produttivi che svolgono la loro attività da decine di anni, durante i quali si sono
succedute diverse produzioni delle quali si hanno generalmente notizie
approssimative, appare molto complicata.
Inoltre per alcune aree dimesse non è possibile acquisire documentazione storica.
Tuttavia un sito, oltre agli inquinanti da esso stesso prodotti, potrà essere soggetto
anche ad inquinanti provenienti dall’ambiente esterno e trasportati dall’aria o dalle
acque superficiali e sotterranee.
In un’area dove non si sono svolte attività potenzialmente inquinanti, si potranno
quindi trovare matrici ambientali contaminate in modo indiretto; tali aree risultano
quindi sottoposte ad un inquinamento passivo.
Nella predisposizione degli analiti da ricercare si dovrà tenere conto di tutti questi
elementi.
Gli schemi che sono di seguito illustrati servono come orientamento generale;
devono essere quindi confrontati con le informazioni sulle caratteristiche precipue del
sito per essere opportunamente integrati.
Si ringrazia il dott. Daniele Matteucci della ditta Tecnologie d’Impresa per la
collaborazione prestata nella stesura delle parti relative al confronto tra possibili
inquinanti da ricercare e attività produttive connesse, sulla base della normativa
IPPC.
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Linee guida per la selezione di elementi e composti da determinare analiticamente nella
caratterizzazione dei siti contaminati
2. LA RICOSTRUZIONE DELLE CARATTERISTICHE DI UN SITO NELLA
NORMATIVA NAZIONALE
Il D.M. del 25 ottobre 1999, n.471 definisce una serie di elementi utili per la
caratterizzazione del sito contaminato, le cui linee essenziali sono di seguito
riportate.
“Il Piano della caratterizzazione descrive dettagliatamente il sito e tutte le attività
che si sono svolte o che ancora si svolgono; individua le correlazioni tra le attività
svolte e tipo, localizzazione ed estensione della possibile contaminazione; descrive
le caratteristiche delle componenti ambientali sia all’interno del sito che nell’area da
esso influenzata; descrive le condizioni necessarie alla protezione ambientale e alla
tutela della salute pubblica; presenta un piano delle indagini da attuare per definire
tipo, grado ed estensione dell’inquinamento”.
2.1 Raccolta e sistematizzazione dei dati esistenti
“Al fine di descrivere accuratamente il sito in esame e raccogliere la
documentazione necessaria ad impostare ulteriori indagini, si devono svolgere
accertamenti documentali, ispezioni sul sito e sull'area esterna che possa essere
interessata dalla contaminazione.
Per avviare lo studio delle caratteristiche del sito e della possibile contaminazione,
devono essere raccolti tutti i dati e le informazioni già esistenti: la documentazione
deve essere raccolta a carico del responsabile della progettazione, organizzata ed
analizzata in accordo con i tecnici delle autorità competenti, in modo da
corrispondere ai criteri e agli elaborati richiesti per la redazione del Piano della
caratterizzazione.
Sulla base della tipologia del sito, le informazioni e la documentazione da raccogliere
per la progettazione comprendono:
• tipologia del sito, ad esempio area industriale dismessa, discarica illegale, area
industriale in attività, sversamento;
• mappatura dettagliata dell'area e localizzazione del sito;
• cartografia storica;
• uso del sito attuale e destinazione d'uso prevista dagli strumenti urbanistici;
• atti amministrativi e giudiziari riguardanti il sito;
• planimetria degli edifici, impianti produttivi e infrastrutture, sia presenti che
smantellati;
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Linee guida per la selezione di elementi e composti da determinare analiticamente nella
caratterizzazione dei siti contaminati
• tipologia ed elenco completo di materiali e sostanze utilizzati per le lavorazioni,
riferita al periodo completo delle attività che hanno avuto luogo sull'area, ed in
particolare: zone di accumulo dei materiali (liquidi e solidi) sia superficiali che
interrate; impianti e infrastrutture sotterranee (quali fognature, tubature, reti di
distribuzione);
• discariche presenti nell’area, con presentazione dettagliata dei dati quali: tipo e
volume dei rifiuti, condizioni di impermeabilizzazione e copertura, presenza di
percolato, di emissioni gassose, danni alla vegetazione;
• descrizione dettagliata di tutte le attività (produttive, di stoccaggio, raccolta rifiuti,
militari, minerarie,..) svolte sull'area e degli impianti annessi;
• descrizione e mappatura delle attività di trasporto e delle zone di carico e scarico
di prodotti e merci;
• descrizione e mappatura di eventuali accumuli di rifiuti, con presentazione
dettagliata di dati quali: tipo di rifiuti, condizioni di impermeabilizzazione e
ricoprimento, presenza di percolato, di emissioni gassose, danni alla vegetazione;
• elenco dei materiali impiegati nelle diverse attività e classificazione della loro
pericolosità e tossicità;
• indicazione dell'intervallo temporale di uso degli impianti destinati alle diverse
attività o delle attività di discarica;
• tempi di dismissione dei singoli impianti e/o fabbricati presenti;
• elenco del tipo e quantità dei rifiuti e materiali da dismettere; valutazione del fatto
che la dismissione comporti produzione di rifiuti pericolosi;
• materiale integrativo relativo al sito e all’area circostante interessata;
• consultazione della letteratura scientifica rilevante per lo specifico problema di
contaminazione ipotizzato.
Le informazioni riferite al sito dovranno essere corredate dalla caratterizzazione
dell’ambiente circostante e del territorio mediante:
• caratterizzazione dettagliata geologico-stratigrafica, idrogeologica del sito e
dell’area influenzata dal sito;
• analisi della presenza di pozzi e prelievi di acque sotterranee e relativa
cartografia;
• descrizione dei corpi idrici superficiali;
• descrizione degli ambienti naturali;
• serie storiche di rilievi aerofotogrammetrici;
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Linee guida per la selezione di elementi e composti da determinare analiticamente nella
caratterizzazione dei siti contaminati
• analisi delle cartografie storiche;
• analisi della distribuzione della popolazione residente e delle altre attività
antropiche;
• descrizione delle reti viarie, ferroviarie, e delle principali vie di trasporto;
• risultati di analisi svolte sulle acque sotterranee, superficiali, sugli ecosistemi
dell’area influenzata dalle caratteristiche del sito.
In riferimento ai campionamenti ed alle analisi chimico-fisiche, o di altro tipo, svolte
sul sito prima della presentazione del progetto preliminare, che hanno portato
all’accertamento del superamento dei valori di concentrazione limite accettabili
indicati nell’Allegato 1, tra cui anche le analisi a carico dell’autorità competente che
hanno portato all’inserimento del sito nell’Anagrafe dei siti da bonificare, dovranno
anche essere fornite le seguenti informazioni:
• descrizione del metodo di campionamento, localizzazione dei punti e descrizione
sintetica delle metodiche analitiche;
• risultati delle analisi chimico-fisiche e di ogni altro tipo già effettuate sul sito;
• mappatura dei punti di prelievo e delle concentrazioni rilevate.
Deve essere inoltre fornita una descrizione dettagliata delle attività svolte sul sito, per
definire la lista delle sostanze che sono state impiegate nei cicli produttivi o che
hanno accompagnato la produzione, e la lista dei rifiuti prodotti; la precisa definizione
degli impianti presenti, o che hanno insistito sull'area, è necessaria per formulare
ipotesi sulla localizzazione di possibili perdite, sversamenti, rotture, che possono
avere generato l'accumulo sul/nel suolo di sostanze contaminanti.
Nel caso di aree di discarica dovranno essere definiti o stimati: la composizione dei
rifiuti, il volume dei materiali, le condizioni di stoccaggio e ogni altro elemento
necessario a definire le sostanze potenzialmente presenti nel sito, le possibili vie di
migrazione nell'ambiente e di esposizione per la popolazione.
Le informazioni raccolte in questa fase costituiscono la base per i requisiti della
successiva investigazione, per il piano delle analisi chimico-fisiche e per l'analisi del
rischio di contaminazione.
Questi elementi sono indispensabili per impostare un piano di monitoraggio che
orienti la selezione dei punti di campionamento nei luoghi a maggior probabilità di
contaminazione, inoltre sono fondamentali per impostare un piano di analisi che si
concentri sulle sostanze che più probabilmente costituiscono, nel caso specifico, un
rischio”.
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Linee guida per la selezione di elementi e composti da determinare analiticamente nella
caratterizzazione dei siti contaminati
2.2 Caratterizzazione del sito e formulazione preliminare del Modello
Concettuale
“Ai fini di una progettazione che rispetti i criteri di qualità, è fondamentale la
definizione del Modello Concettuale del sito: con questo vengono infatti descritte le
caratteristiche specifiche del sito in termini di fonti della contaminazione; grado ed
estensione della contaminazione del suolo, del sottosuolo, delle acque superficiali e
sotterranee del sito e dell’ambiente da questo influenzato; percorsi di migrazione
dalle sorgenti di contaminazione ai bersagli ambientali ed alla popolazione.
Il modello concettuale deve permettere di individuare nel dettaglio le caratteristiche di
impianti e strutture presenti nel sito, le caratteristiche dei rifiuti e le modalità dello
stoccaggio e definire in che misura possono aver generato inquinamento di suolo,
sottosuolo, materiali inerti, acque sotterranee e superficiali.
Questa schematizzazione del sito è la base per: la definizione degli obiettivi di
bonifica, la formulazione del Progetto, la valutazione del rischio e la selezione delle
eventuali misure di sicurezza permanente. In questa sezione si richiede la
formulazione preliminare del modello concettuale sulla base dei dati raccolti nella
sezione precedente. In seguito, con l’integrazione dei risultati delle analisi chimico-
fisiche e di altro tipo realizzate durante la fase di campionamento, indagini ed analisi,
verrà formulato un modello concettuale definitivo.
Il sito deve essere descritto dettagliatamente, organizzando le informazioni raccolte
nella sezione precedente, in modo da stabilire i possibili effetti dell’attività svolta sul
sito o dei rifiuti stoccati e permettere di individuare:
• le possibili fonti della contaminazione, presenti o passate, quali ad esempio suolo
contaminato, rifiuti interrati, accumuli di rifiuti, perdite da tubature, serbatoi
perdenti, polveri;
• le sostanze contaminanti probabilmente presenti nelle componenti ambientali
influenzate dal sito;
• la tossicità delle sostanze presenti, le loro caratteristiche chimico-fisiche rilevanti,
quali solubilità, volatilità, biodegradabilità, biodisponibilità;
• le caratteristiche dominanti dell'ambiente con cui il sito interagisce, quali tipo di
acquifero superficiale, profondità dell'acquifero principale, vicinanza di corsi
d'acqua, caratteristiche meteoclimatiche;
• la presenza di pozzi nel sito o nell'area circostante, e gli usi delle acque prelevate;
• gli elementi territoriali rilevanti, quali distribuzione e densità di popolazione
nell'area circostante, vicinanza di elementi sensibili quali scuole ed ospedali;
• le possibili vie di esposizione dei bersagli possibili.
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Linee guida per la selezione di elementi e composti da determinare analiticamente nella
caratterizzazione dei siti contaminati
L’obiettivo è quello di raccogliere tutti gli elementi che servono a definire: l’estensione
dell’area da bonificare; i volumi di suolo contaminato; le caratteristiche rilevanti
dell’ambiente naturale e costruito; il grado di inquinamento delle diverse matrici
ambientali; le vie di esposizione e le caratteristiche della popolazione su cui possono
manifestarsi gli effetti dell’inquinamento.
Parte integrante del modello concettuale del sito è la definizione delle caratteristiche
idrogeologiche degli acquiferi superficiali e profondi, in quanto possibili veicoli della
contaminazione (direzione e velocità dei flussi, conducibilità idraulica,
permeabilità...).
Nel caso di rifiuti stoccati, il Piano della caratterizzazione deve definire precisamente
quali sono le indagini necessarie a definire la tipologia, la tossicità, l’estensione dei
rifiuti stoccati e a ricostruire la storia delle attività svolte sul sito; questa descrizione è
la base per definire, nel progetto preliminare, la necessità di procedere con interventi
di Messa in sicurezza permanente.
I rapporti esistenti tra l’inquinamento presente sul sito e le caratteristiche
dell’ambiente naturale o costruito devono essere dettagliatamente esplicitati nella
relazione che accompagna il piano della caratterizzazione, per individuare tutti i
percorsi di migrazione delle sostanze inquinanti. A tal fine si richiede la
rappresentazione in mappe tematiche; infatti questa elaborazione costituisce la base
per la definizione di un accurato piano di monitoraggio e per la valutazione del rischio
per la salute pubblica e per l'ambiente causato dall’inquinamento del sito”.
2.3 Piano di investigazione iniziale
Per poter valutare in modo esauriente il rischio di inquinamento per l’ambiente
naturale e per il territorio urbanizzato ed il danno per la salute pubblica, “dovranno
essere condotte analisi del suolo, sottosuolo, acque sotterranee e superficiali e delle
componenti ambientali che possono essere state interessate dalla migrazione delle
sostanze presenti nella sorgente di contaminazione.
Il piano di investigazione iniziale è mirato a:
• verificare, sulla base delle ipotesi formulate nelle sezioni I.1 e I.2 dell’Allegato 4
del D.M. 471/99, l’effettivo inquinamento generato da singoli impianti, strutture e
rifiuti stoccati nelle diverse matrici ambientali;
• individuare le fonti di ogni inquinamento, tra cui impianti dismessi, impianti in
attività, rifiuti stoccati o suolo contaminato;
• definire, confermare ed integrare i dati relativi alle caratteristiche geologiche,
idrogeologiche, pedologiche, idrologiche del sito e ad ogni altra componente
ambientale rilevante per l’area interessata;
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caratterizzazione dei siti contaminati
• definire accuratamente l’estensione e le caratteristiche dell’inquinamento del
suolo, del sottosuolo, dei materiali di riporto, delle acque sotterranee e superficiali
e delle altre matrici ambientali rilevanti.
Nel piano di investigazione devono essere definiti:
• la localizzazione dei punti ed i metodi di campionamenti di suolo, sottosuolo,
materiali inerti o di riporto, acque sotterranee e superficiali per l’area del sito e
l’area circostante che si ritiene interessata dall’inquinamento presente nel sito;
la profondità di perforazioni e prelievi; eventuali altre componenti ambientali
analizzate;
• la lista delle sostanze da analizzare; le metodologie delle analisi chimico-
fisiche e di tutte le altre indagini e analisi che siano ritenute necessarie a
caratterizzare la presenza e la diffusione dei contaminanti ed il loro impatto
sull’ambiente circostante e sulla popolazione;
• punti e metodologie di campionamento adottate per confermare la
caratterizzazione ambientale, in particolare geologica, idrogeologica e
idrologica del sito e dell’area esterna interessata dai fenomeni di
contaminazione.
La scelta dell’area oggetto dell’investigazione deve comprendere il sito inquinato ed
una porzione di territorio esterna definita, sulla base del modello concettuale del sito,
in funzione della mobilità degli inquinanti nelle matrici ambientali interessate, delle
caratteristiche idrogeologiche e meteoclimatiche del territorio e delle possibili vie di
esposizione per i bersagli della contaminazione.
La scelta dei punti e delle modalità di campionamento dipende strettamente dalle
valutazioni espresse in merito alla possibile contaminazione generata dal sito e
all'estensione dei fenomeni di migrazione verso altre componenti ambientali o
bersagli.
Come indicato nell’Allegato 2, non è possibile ipotizzare che il campionamento segua
rigidamente metodi statistici, poiché può risultare più accurato ed economicamente
conveniente localizzare i punti di campionamento del monitoraggio iniziale nelle zone
che presentano criticità in dipendenza dell'organizzazione delle attività produttive,
quali ad esempio accumuli di rifiuti, zone di carico/scarico, percorsi delle tubature,
serbatoi interrati, o delle modalità di stoccaggio, discariche non impermeabilizzate,
accumuli non coperti.
Analogamente la lista delle sostanze da analizzare, e la possibile selezione di
sostanze indicatrici, dipende dalla completezza raggiunta nella descrizione delle
attività svolte sul sito”.
“Al fine dell’approvazione del Piano della caratterizzazione, l’autorità competente
valuta la qualità delle informazioni e dei dati relativi al sito. Questa valutazione si
basa su analisi, elaborazione e valutazione delle informazioni e dei dati presentati nel
Piano e sintetizzati nella formulazione del modello concettuale del sito e deve
definire:
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