Table Of ContentISSN 1970-0903
Studi
sull’integrazione
europea
numero 2 · 2006 | anno I
Rivista quadrimestrale
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Studi
sull’integrazione
europea
numero 2 · 2006 | anno I
Rivista quadrimestrale
Direzione
Ennio Triggiani – Ugo Villani
Comitato di redazione
Giandonato Caggiano (coordinatore) – Valeria Di Comite – Ivan Ingravallo –
Angela Maria Romito – Roberto Virzo
Direzione e Redazione
c/o Cacucci Editore · Via Nicolai, 39 – 70122 BARI – Tel. 080.5214220
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senza il consenso dell’autore e dell’editore.
Autorizzazione del Tribunale di Bari del 22/03/2006 n° 19
Direttore responsabile: ennio t riggiani
Sommario
Ricordo di Vincenzo Starace, di Ugo Villani
ARTICOLI
Diego J. l iñán nogueras
La política exterior y de seguridad común de la Unión Europea:
la subordinación permanente 211
Dario a ntiseri
Considerazioni sul “destino unitario” dell’Europa 225
Girolamo strozzi
Alcune riflessioni sul Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa 229
Pietro pustorino
Questioni in materia di tutela delle minoranze
nel diritto internazionale ed europeo 259
Alfredo r izzo
Elementi di approfondimento e sviluppo del diritto comunitario
e dell’Unione europea nel processo di allargamento 281
Fabrizio Marongiu Buonaiuti
Conseguenze della trasformazione della convenzione di Roma in regolamento
comunitario per il sistema italiano di diritto internazionale privato 301
NOTE E COMMENTI
Alessandra Mignolli
La Corte di giustizia torna a presidiare i confini del diritto comunitario.
Osservazioni in calce alla sentenza C-176/03 327
Giacomo gattinara
La questione pregiudiziale di validità rispetto al diritto internazionale pattizio
secondo la sentenza IATA 343
Daniele gallo
Nuovi sviluppi in tema di rapporti tra Corte EFTA e Corte CE:
la sentenza Pedicel A/S and Sosial-og helsedirektoratet 367
203
Sommario
RECENSIONI
e.r. p apa , Storia dell’unificazione europea. Dall’idea di Europa
al Trattato per una nuova Costituzione europea, Milano, Bompiani, 2006,
(M. Panebianco) 397
a. C oloMBo , n. r onzitti (a cura di), L’Italia e la politica internazionale,
Edizione 2006, Bologna, Il Mulino, 2006,
(U. Villani) 399
M. Condinanzi , a. l ang , B. nasCiMBene , Cittadinanza dell’Unione e libera
circolazione delle persone, Milano, Giuffrè, 2006, II ed., pp. XVII-321
(I. Ingravallo) 403
Chiara a Malfitano , Conflitti di giurisdizione e riconoscimento
delle decisioni penali nell’Unione europea, Giuffrè editore, Milano, 2006,
(I. Ingravallo) 405
M.C. Baruffi (a cura di), La Costituzione europea: quale Europa dopo
l’allargamento?, Padova, CEDAM, 2006,
(I. Ingravallo) 409
Libri ricevuti
Elenco delle abbreviazioni 411
Indice degli autori 413
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“Studi sull’integrazione europea” si unisce all’intero
mondo accademico nell’esprimere grande affetto e gratitu-
dine per Vincenzo Starace, Maestro di scienza e di vita,
protagonista da tutti riconosciuto nellosviluppo delle scien-
ze giuridiche.
Desideriamo evidenziare tali convinti sentimenti ripor-
tando di seguito il testo della commemorazione tenuta il 23
giugno 2006 da Ugo Villani presso la Chiesa di S.
Ferdinando in Bari.
Ricordo di Vincenzo Starace
di Ugo Villani
Prendo la parola, con animo angosciato, per rendere testimonianza di affetto
e di gratitudine al Maestro scomparso, certo di interpretare i sentimenti della sua
scuola e della comunità scientifica, nonché dell’Università di Bari, nella quale
ha profuso per vari decenni il suo alto magistero e le sue migliori energie. E la
memoria mi riporta ad un incontro di circa 40 anni fa, che sarebbe stato decisivo
per il mio futuro: l’esame di Diritto internazionale sostenuto con l’allora giova-
nissimo prof. Starace; giovanissimo, ma già libero docente e studioso di vasta
reputazione e già protagonista di quell’Istituto di Diritto internazionale e scienze
politiche dal quale trae origine l’attuale struttura dipartimentale. Struttura della
quale è stato più volte direttore e della quale sempre ha rappresentato la guida
illuminata.
Non è questo il momento, né la sede, per illustrare la così ricca personalità
scientifica, accademica, umana del prof. Starace. Se non altro, l’onda dell’emo-
zione impedirebbe una ordinata e razionale ricostruzione dell’impareggiabile,
fondamentale contributo da Lui dato agli studi del diritto internazionale, alla
crescita scientifica della sua scuola, allo sviluppo della Facoltà giuridica del-
l’Università di Bari.
Alcuni aspetti, almeno, della sua personalità e della sua esperienza professio-
nale non possono però essere qui tralasciati.
Mi riferisco, in primo luogo, allo Starace Maestro di diritto internazionale. I
suoi numerosi allievi, e quanti altri hanno avuto il privilegio di ricevere i suoi
consigli, le sue osservazioni, anche i suoi rilievi critici, sanno bene che Egli è
stato fondamentalmente Maestro nel metodo. Il suo metodo, quello che trasmet-
teva ai suoi allievi, era un metodo fatto di rigore: rigore nella ricerca e nell’esa-
me della dottrina, della prassi, della giurisprudenza; rigore nell’aderenza al dato
normativo, rifuggendo da comode o fantasiose manipolazioni; rigore nella rico-
struzione del proprio pensiero; rigore, specialmente, nell’argomentazione della
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Ugo Villani
tesi da sostenere. Un metodo che proveniva da lontano, dai comuni Maestri
Gaetano Morelli e Francesco Capotorti, e che rappresenta l’essenza stessa della
trasmissione del sapere giuridico, la quale consiste, appunto, nel fornire il meto-
do e gli strumenti di ricerca, con i quali elaborare le proprie tesi, le proprie
soluzioni, nella realizzazione autentica della libertà di ricerca.
Era un metodo che il prof. Starace applicava senza alcuna indulgenza anzi-
tutto verso se stesso, con il risultato che i suoi studi – così come le sue relazioni
– inducevano nel lettore, o nell’ascoltatore, la sensazione di una tale completez-
za e perfezione sistematica che appariva estremamente difficile soltanto propor-
re una qualche osservazione critica; tanto razionale, logico, coerente risultava lo
svolgimento del suo discorso. E non è un caso se il suo metodo lo conduceva a
vette scientifiche particolarmente elevate nella trattazione dei temi di diritto
processuale, dove non sono possibili scorciatoie o semplificazioni.
Ma sul piano scientifico va egualmente segnalata la profonda sensibilità
dello Starace per le nuove tendenze del diritto, rispetto alle quali la sua maestria
si esprimeva anche nel proporre criticamente soluzioni e prospettive de iure
condendo. Ne è un esempio recente l’ultima pubblicazione, sulla quale il
Maestro ha posato infine la sua penna, dedicata alla Costituzione europea; studio
con il quale, aprendo questa Rivista, il prof. Starace ha inteso esprimere concre-
tamente la sua fiducia e il suo incoraggiamento all’iniziativa e che ha immedia-
tamente suscitato l’attenzione e il dibattito tra gli studiosi e gli operatori della
materia, a cominciare dal Presidente Giorgio Napolitano.
La personalità dello Starace Maestro di diritto si riflette inoltre nella sua
lunghissima e intensa attività di docenza. La passione, la generosità, la scrupo-
losità con le quali Egli ha dedicato il suo magistero a generazioni e generazioni
di studenti sono testimoniate dall’ammirazione, dalla stima, dall’affetto che que-
sti sempre hanno nutrito nei suoi confronti. Anche sotto questo aspetto Egli
rappresenta un mirabile esempio per quanti svolgono quella professione di
docenza che da Lui – e lo si può dire senza tema di cadere nella retorica – era
vissuta come autentica missione. Erano proverbiali l’attenzione e la pazienza
con le quali, giunta ormai – e spesso superata – l’ora di pranzo, continuava a
ricevere e ad ascoltare i suoi studenti, generosamente elargendo chiarimenti,
consigli, indicazioni bibliografiche, suggerimenti per la preparazione della tesi
di laurea. E nella recente decisione – che per tutti era suonata come un triste
presagio – di pensionamento, ancora una volta Egli manifestava il profondo
rispetto per i suoi studenti, che non poteva deludere, che non poteva tradire, non
svolgendo personalmente tutto il suo corso, a causa delle peggiorate condizioni
di salute.
Un tratto fondamentale nell’esperienza del prof. Starace è il suo rapporto con
l’Università di Bari e, in particolare, con la Facoltà giuridica, sin dai tempi in cui
si articolava nei corsi di laurea in Giurisprudenza e in Scienze politiche.
L’alta e diffusa considerazione scientifica nella quale, sin da giovane, era
tenuto, e che ne aveva fatto un punto di riferimento autorevole e imprescindibile
nel panorama universitario Gli avrebbe garantito, se solo avesse voluto, di occu-
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Ricordo di Vincenzo Starace
pare le più prestigiose cattedre di qualsiasi università italiana. E invero i ricono-
scimenti e gli incarichi a livello nazionale e internazionale (presso le Nazioni
Unite) non Gli sono mancati. Basti pensare, per non citare che un solo esempio,
alla condirezione della più antica e gloriosa Rivista di diritto internazionale, per
la quale sino a poco tempo fa ha predisposto le massime della giurisprudenza
internazionale. Ma Egli ha preferito sempre restare nella sua Università barese,
diventandone un’autentica istituzione e ricoprendo elevate cariche accademiche,
come, per due volte, di Preside, lasciando in tutti il ricordo di una scrupolosa
correttezza, di un impegno costante ed assorbente nell’espletamento dei suoi
compiti, di una dedizione assoluta all’interesse comune, ma specialmente di una
profonda moralità accademica. Quella moralità che ha caratterizzato tutta la sua
vita universitaria e che si esprimeva, essenzialmente, nel valore determinante
che in qualsiasi decisione Egli annetteva al merito scientifico, convinto come era
che la ricerca e i risultati scientifici rappresentano la stessa ragion d’essere della
istituzione universitaria.
Da oggi l’Università di Bari e l’Università italiana sono più povere, perché
perdono un protagonista d’inestimabile valore. Da oggi noi tutti siamo più soli.
A chi esporremo i nostri dubbi in una fase critica e tormentata della nostra ricer-
ca? A chi chiederemo suggerimenti di fronte a delicate scelte accademiche? A
chi domanderemo consiglio e sostegno – perché anche questi ci venivano affet-
tuosamente dati – in un momento difficile della nostra vita privata?
Profondo e angoscioso è il senso di vuoto che noi, suoi allievi, condividiamo
con la cara signora Mimina, dolce e premurosa compagna dell’intera vita del
prof. Starace, con Guglielmo, con Giuseppe e con Pia, che con la loro professio-
nalità e la loro cultura onorano nella maniera più nobile la memoria paterna. E
ancor più acuto è il dolore e struggente il rimpianto perché ben sappiamo che
nulla e nessuno potrà colmare tale vuoto.
In una nostra recente telefonata, il prof Starace osservava affettuosamente
che avevamo percorso insieme un lungo tratto della nostra vita. Ora quel cam-
mino si è interrotto, apparentemente per sempre; ma io confido che, al di là delle
vicende terrene, prosegua quell’ideale e costante dialogo dello spirito, che sem-
pre è sotteso ad un autentico magistero scientifico. E per quanto aspro sia il
dolore della separazione, e per quanto sforzo ciò possa costare, credo, con S.
Agostino, che non dobbiamo chiedere a Dio perché ci abbia oggi privati del prof.
Starace, ma ringraziarLo per averceLo donato, per il dono che Egli ha rappre-
sentato per i suoi cari, per i suoi allievi, per l’Università italiana.
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Description:“riserva di esame parlamentare”: quando le Camere abbiano iniziato l'esame dei progetti o atti trasmessi, . minority in a given State party does not depend upon a decision by that State party but requires to suscettibile di ricomprendere fenomeni come i rogue States e la proliferazione di armi